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CONSERVATIVA

Che cos’è l’odontoiatria conservativa?

L’odontoiatria conservativa è la branca dell odontoiatria che si occupa del trattamento dei denti che sono stati colpiti dalla carie dentaria o che necessitato di una ricostruzione in seguito a traumi (gravi e improvvisi oppure lievi e costanti). Consente la conservazione dei denti naturali e il mantenimento della loro funzione, nell’ottica di preservare la salute orale e generale del paziente.

Struttura del dente

I denti sono organi presenti all’interno del cavo orale la cui funzione primaria è quella masticatoria; le altre funzioni secondarie ma comunque importanti sono la fonetica, l’estetica e la difesa. Sono composti da:

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  • Smalto.
  • Dentina.
  • Polpa.
  • Cemento

La Carie dentaria

La carie dentaria è la malattia infettiva più diffusa al mondo. È una malattia multifattoriale, ma il fattore microbico è la causa scatenante. I microrganismi presenti nel cavo orale sono presenti sui denti sotto forma di placca batterica come una pellicola; se non mantenuti sotto controllo attraverso le comuni pratiche di igiene orale portano allo sviluppo della lesione cariosa in tempi più o meno rapidi a seconda della presenza di altri fattori di rischio. Gli altri fattori sono una dieta ricca di carboidrati (che vengono convertiti in acido dai batteri) e fattori predisponenti del paziente (quantità di saliva, difetti di sviluppo dello smalto, difese immunitarie).È caratterizzata da una progressiva distruzione degli strati che formano il dente, partendo da una demineralizzazione dello smalto che se non trattata in tempo porta all’invasione della dentina sottostante sino ad arrivare alla polpa, con necessità di eseguire un trattamento endodontico dell’elemento dentario (vedi endodonzia).

 

Come si cura la carie?

  • Prevenzione: istruzione del paziente al corretto uso dello spazzolino e dei dispositivi per l’igiene tra un dente e l’altro (filo interdentale e scovolini), utilizzo di gel al fluoro, correzione della dieta.
  • Diagnosi : effettuata attraverso l’ispezione del cavo orale o con l’aiuto di radiografie intraorali delle bitewing, che mostrano la presenza di lesioni cariose.
  • Restauri diretti in composito nei settori posteriori e anteriori: quando la lesione cariosa è di piccole o medie dimensioni.

 

I compositi

I compositi sono materiali oggi largamente utilizzati in odontoiatria e hanno gradualmente sostituito negli anni l’amalgama dentaria.Sono materiali particolari formati dalla combinazione di un polimero sintetico (resina) con particelle inorganiche di natura ceramica. Il polimero forma la matrice del composito nella quale risultano disperse le particelle inorganiche che fungono da rinforzante.Le due sostanze si uniscono chimicamente tra loro grazie a un agente legante. La contemporanea presenza della matrice e del riempito genera un materiale con caratteriStiche migliorate rispetto ad ambedue i singoli componenti.I compositi moderni sono materiali ottimi per ottenere un’alta resistenza e una estetica soddisfacente e sono utilizzati sia nei molari e premolari che nei denti anteriori.Il loro utilizzo è vincolato dall’applicazione della diga di gomma per isolare i denti da curare per tenere un’adesione corretta tra materiale composito e dente (l’umidità del cavo orale inibisce tale legame).Restauri in compositoLa procedura per l’esecuzione di un restauri di medie dimensioni è la seguente:
  • Fase diagnostica: vengono ispezionate con gli ingrandimenti le superifici del dente e vengono eseguite radiografie iniziali per la compilazione di un corretto piano di cura.
  • Anestesia: un dente con una polpa sana e viva reagisce agli stimoli come l’escavazione con le frese da turbina con il dolore quindi molto volte è necessaria.
  • Isolamento del campo operatorio mediante la diga di gomma consistente in un foglio di lattice o nitrile teso da un archetto e tenuto fermo in sede da un gancio detto uncino ancorato al dente da trattare o quello posteriore.
  • Rimozione della lesione cariosa: il dente affetto da carie si presenta nella zona colpita più scuro, di consistenza rammollita.
  • Esecuzione del restauro: a seconda della zona da trattare, i restauri si classificano in I classe (solchi dei molari e premolari), II classe ( zone interprossimali, tra un dente e l’altro nei settori posteriori), III e IV classe ( nei settori anteriori) e V classe (al collettò dei denti).
  • Controllo contatti occlusale: è importante che un restauro sia armonico con il resto della dentatura anche sotto il punto di vista funzionale.
  • Rifinitura e lucidatura.
Gestione post operatoria: in presenza di lesioni cariose molto estese può insorgere una maggiore sensibilità a stimoli come il freddo o il dolce per qualche settimana. Il più delle volte è autorisolutiva e non sono necessarie terapie farmacologiche.

 

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